la tintura naturale – 6
Rosso come…
Il rosso nell’antichità era il colore del potere e del comando.
Maestri nell’arte tintoria di questo colore nella sua tonalità Porpora erano i Fenici che diedero vita a una sorta di economia imprenditoriale e di monopolio.
La Porpora si ricavava da tre tipi di molluschi:
Murex trunculus (colore più resistente),
Purpura haemastoma (colore molto bello ma meno resistente)
Murex brandaris (tonalità violetta. Se però si mescolava alla Purpura haemastoma verteva sul lilla/azzurro).
I molluschi venivano raccolti in autunno o in inverno, quando contenevano la maggior quantità di sostanza colorante.
Quelli più piccoli venivano frantumati completamente con i gusci, mente da quelli più grandi veniva estatta una ghiandola particolare.
Il procedimento prevedeva la messa sotto sale per tre giorni, quindi una cottura in acqua per vari altri con schiumatura del liquido per togliere via via la carne e i corpi estranei.
Poi il bagno veniva filtrato e poteva essere usato.
La quantità di molluschi necessari era molto alta: per un grammo di colore occorrevano ca. 6.000 molluschi.
Di uso più comune ma dai risultati meno splendidi della porpora era la robbia.
Il suo uso domestico è solo per tingere la stoffa, quindi attualmente non è molto coltivata.
Si utilizzavano per tingere le radici, ramose e rossastre dal forte odore, raccolte dal diciottesimo al trentesimo mese di vegetazione, fatte seccare e ridotte in piccoli pezzi. Si ottengono sfumature di colore bellissime, dai rossi al mattone, agli arancioni ma occorre fare attenzione perché è facile macchiare il filato.
Dall’America Latina proviene poi la Cocciniglia, un insetto che vive sui cactus, importata in Europa dal 1518 ma già molto usata nelle civiltà precolombiane.
Per tingere si utilizza l’animale femmina ucciso subito dopo l’accoppiamento. Veniva poi essicato e polverizzato.
Nei secoli è stata usata non solo per tingere i tessuti ma anche da pittori, acquarellisti, miniaturisti, per i fiori artificiali e per gli alimenti.
Il papavero produce un bel rosso però poco solido.
Già i latini ne conoscevano le virtà oppiacee ed era legato ai culti di Cerere e di Morfeo. Per tingere la stoffa si usano i fiori freschi.















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