Tecnica: Grandmother’s Flowers Garden – 2
(continua da qui)
L’esagono
Come abbiamo visto nel post precedente l’esagono è la forma ideale per questa tecnica. L’importante è che sia perfetto.
Esistono in commercio, soprattutto all’estero, delle sagome a esagoni in plastica dura, di varie misure prestabilite da utilizzare come base per ricavarne altri, tutti uguali.
Si può anche, dopo essercelo disegnato, portarlo in un laboratorio che realizza targhe e farcelo tagliare in plexiglass.
Il modo più semplice è riportarlo su cartoncino duro e rafforzare i bordi con lo scotch trasparente, così da impedire che si deformi troppo presto. Ricordate però che ha vita comunque più breve di quelli in plastica.
Ma se appunto vogliamo disegnarcelo di una particolare misura occorre armarci di compasso e carta e rispolverare qualche nozione di geometria.
Disegniamo un cerchio con il raggio della misura che desideriamo per il lato.
Segniamo un diametro.
Puntiamo il compasso nei due punti in cui il diametro tocca la circonferenza e segniamo quelli che si intersecano col nuovo cerchio in alto e in basso.
Ora basta solo unire i sei punti.
Se uno è abile col computer può disegnarselo in sequenza e stamparlo ogni volta che gli occorre, ma ricordatevi che a volte le stampanti storcono le dimensioni e alterano la forma.
La carta da utilizzare può essere benissimo quella comune da fotocopiatrice o stampante, anche se i puristi consigliano quella patinata delle riviste.
In questo lavoro dovrete tagliare tanta carta: ricordate sempre di usare un paio di forbici diverso da quello che usate per la stoffa. Tagliare la carta infatti toglie il filo alle lame e vi ritrovereste in caso contrario ben presto con forbici non più adatte alla stoffa.
















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