Introduzione alla tintura del tessuto
Tingere le stoffe ricopiando i colori che appaiono in natura è sempre stata una delle prime aspirazioni dell’uomo.
Tante sono le tecniche che nel corso del tempo si sono sviluppate e dall’utilizzo delle sostanze naturali (vegetali o animali) siamo arrivati ai prodotti chimici.
Gli articoli che posterò in questa sezione vogliono essere solo un punto di partenza e uno stimolo per intraprendere un vero e proprio viaggio in un universo ricco di colori: qui è la partenza, poi ognuno intrapprenderà un cammino originale, in quanto la tintura del tessuto, al pari di tante altre cosiddette arti minori è estremamente personale e può e deve prendere direzioni e risultati diversi.
Per decorare la stoffa ci sono due diverse vie: per immersione e per applicazione diretta. Io mi dedico soprattutto alla prima tecnica.
L’approccio a questa disciplina è di due tipi: uno che potremmo definire più scientifico dove ogni quantità di colorante viene dosata e riportata su carta in modo da poter riavere un tessuto dello stesso identico colore (cosa che però anche così non sempre è realizzabile) e un’altra, che a me piace chiamare più passionale in cui molto è lasciato all’ispirazione del momento e in cui la ricerca è dichiaratamente volta a stoffe diverse e irripetibili.
Qualunque sia la forma che più si conforma al vostro modo di essere, il consiglio che vale sempre è: sperimentare, sperimentare, sperimentare.
Secondo la mia opinione non esiste un metodo o un colorante migliore in assoluto: il problema è individuare nelle varie proposte qual’è quello che si adatta alla propria personalità e al proprio modo di essere.
(la foto è stata scattata durante un corso che ho tenuto al Castello di Aviano per il gruppo di Udine “La Zampa dell’Orso)
















la tintura naturale
Progetto: il portaforbici
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